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Archive for dicembre 2011

Lavoro
Il lavoro è un bene comune: attraverso il lavoro l’uomo realizza se stesso e contribuisce a costruire una società migliore. Per realizzarsi come patrimonio collettivo, deve coniugarsi con la sicurezza, con la legalità, con la dignità della persona e con lo sviluppo durevole e sostenibile del territorio.
La tutela dei diritti del lavoro dev’essere al centro dell’azione di un’amministrazione. Essa non è in grado di offrire posti di lavoro, tuttavia deve avere un ruolo di interlocuzione forte con le realtà produttive. Negoziare, in situazioni di crisi, e intervenire in favore di nuovi insediamenti produttivi, laddove questi creino lavoro e siano compatibili con uno sviluppo sostenibile. La stessa sostenibilità deve essere non un criterio limitante ma l’impulso per i nuovi insediamenti.

Territorio
Il territorio non è solo uno spazio: è il risultato vivente del rapporto che l’uomo instaura con il suo ambiente e con la sua storia. Territorio è acqua, suolo, città, infrastrutture, paesaggi, campagna, spazi pubblici e quanto caratterizza il luogo che si abita. I cittadini hanno il dovere di amare e curare il loro territorio a partire dalle piccole azioni quotidiane, ma è l’amministrazione che ha la possibilità di metterne la gestione al servizio del bene comune piuttosto che al servizio di interessi privati  o speculativi. Un criterio che deve guidare la pianificazione comunale è senz’altro l’obiettivo di non penalizzare l’uso del suolo e di  avviare una programmazione capace di rispettare la vocazione del territorio, visto in una dimensione ampia e complessiva, e di valorizzare le sue particolarità.

Interterritorialità
L’interterritorialità è la prospettiva che dovrebbe orientare le scelte e i progetti di una amministrazione: significa superare i confini del singolo paese e interessi unicamente campanilistici, per dare vita a forme di collaborazione e di programmazione più ampie, fra comuni appartenenti anche a realtà geografiche ed amministrative diverse.
Ragionare in una prospettiva interterritoriale consente di conoscere più approfonditamente i problemi di una zona, pianificare su elementi condivisi, ottimizzare risorse e servizi, risparmiando sui costi di gestione di un singolo comune.

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“Alla luce del sole” basa il proprio progetto sulla condivisione di valori e idee che possano orientare l’agire politico e amministrativo.
Cominciamo con questo post ad elencare alcune parole chiave che vorremmo fossero a fondamento di una riflessione comune.
Le osservazioni di chi ci legge saranno un contributo prezioso alla costruzione del nostro percorso.

Partiamo col mettere a fuoco i significati che diamo ai termini:
– Partecipazione
– Cittadinanza attiva
– Bene comune

Partecipazione
È la scelta di esercitare in prima persona una cittadinanza attiva, senza rinunce o deleghe. E’ il contrario dell’indifferenza. Carlo Galli la definisce come “un agire personale e responsabile, che consiste nella volontà di determinare insieme ad altri l’indirizzo della vita associata”: il modo più incisivo di essere parte di una collettività.
Chi amministra deve porsi come obiettivo quello di costruire le basi della partecipazione. Noi vorremmo avviare un processo inclusivo, che coinvolga il maggior numero di attori e che, iniziando dall’ascolto, possa ampliare il ventaglio delle possibili scelte, progetti e decisioni.

Cittadinanza attiva
Chi partecipa è cittadino attivo: si occupa della propria comunità, mette a disposizione tempo, risorse umane e competenze, contribuisce a prendere le decisioni che riguardano tutti, diventa un consapevole tutore del bene comune.
Una cittadinanza attiva è la migliore garanzia di un’amministrazione trasparente perché apre occhi e orecchie. È la presa di coscienza di avere diritto di parola: è sapere di potere, qualunque sia la condizione di partenza.

Bene comune
È un bene inalienabile, di cui il singolo individuo gode in quanto parte di una comunità. È un bene di tutti e di cui tutti siamo responsabili, perché soddisfa bisogni che i singoli non possono soddisfare senza unirsi tra loro. Non può quindi essere sottoposto alle sole leggi del profitto.
Cos’è, dunque, un bene comune? È una categoria tutta da costruire con i cittadini. Noiriteniamo che beni comuni siano l’ambiente, la cultura, la qualità della vita, lo sviluppo sostenibile…

Dove non c’è partecipazione non v’è nemmeno realtà. Dove v’è egoismo non v’è realtà. È la partecipazione alla realtà che rende l’uomo reale.

(Martin Buber)

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