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Archive for the ‘Sapere di potere’ Category

Amministrare

Siamo arrivati all’ultimo appuntamento con le parole-chiave di Sapere di potere. La definizione che pubblichiamo oggi è molto importante: proprio per questo vorrebbe essere omnicomprensiva di tutto quanto abbiamo detto fino ad ora. Speriamo che questi spunti siano stati interessanti, e possano risultare utili al fine di uno scambio sereno e fruttuoso!

Amministrare è costruire e gestire con responsabilità e insieme ai cittadini, il bene comune, che abbraccia valori quali l’ambiente, la cultura, la qualità della vita, lo sviluppo sostenibile di un territorio, il lavoro…

Amministrare significa dunque prendersi cura:

– sia della comunità, interpretando i suoi bisogni, rispettando la sua identità collettiva, ricercando itinerari di crescita e di formazione;

– sia del territorio, da salvaguardare e da valorizzare in una prospettiva che sia di ampio respiro inter-territoriale.

Un’amministrazione procede sulla strada della costruzione e della cura del bene comune se predispone un processo continuo di inclusione dei cittadini nelle scelte e nelle decisioni. E’ un percorso che deve stimolare la cittadinanza ad essere attiva, creando costantemente occasioni di partecipazione, che consentano ai cittadini di mettere in rete saperi e competenze, idee e risorse umane, per fare ciascuno la propria parte. E’ in questo scambio che una comunità si fa educante ed un’amministrazione si apre al cambiamento.

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Comunità educante

Una comunità si fa educante quando tutti i soggetti crescono nella circolarità delle diverse relazioni e delle diverse esperienze. La partecipazione alla vita pubblica è dunque il fondamento di una comunità che vuole essere aperta ai bisogni e ai contributi di tutti, nella reciprocità dello scambio e della cura. È una comunità che riconosce sia la complessità della realtà sociale nel suo continuo cambiamento, sia l’importanza del singolo.

Identità collettiva

“Identità collettiva” è la risposta alla domanda “Chi siamo?”, interrogativo che una amministrazione avrebbe il dovere di porsi per tradurre in operatività intelligente i bisogni, i valori, i vissuti di tutti. Non può esistere una risposta semplice e definitiva, ma occorre lo sforzo continuo di capire i cambiamenti che avvengono in una comunità.

“Un’identità forte è una finestra sul mondo, capace di includere in sé anche le altre. Se è debole, invece, si limita a glorificare se stessa, rinchiudendosi nei confini del localismo.” (Raffaele La Capria)

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Formazione

Formazione significa dare alle conoscenze una forma che permetta di concatenarle, favorirne la crescita, la condivisione e la spendibilità: impedendo che i saperi rimangano inerti, fa da impulso per il reale cambiamentoUn progetto politico-amministrativo, intercettando bisogni e risorse umane del territorio, deve essere in grado sia di mettere in rete conoscenze e competenze, sia di sviluppare e valorizzare le professionalità, attraverso percorsi di formazione continui e strutturati.

 

Cultura

La parola ‘cultura’ nasce dal verbo latino ‘colere’, cioè coltivare: significa, quindi, far crescere le conoscenze, aver cura delle tradizioni, dare spazio alla diversità delle esperienze. Non è un sapere teorico riservato a pochi, ma è circolazione di idee, che costruisce la padronanza della realtà. Deve arrivare a tutti, libera, condivisa e priva di barriere. Per questo ha bisogno di trovare in un’Amministrazione il suo motore propulsivo, un motore che sia in grado di moltiplicare spazi ed occasioni di cultura, a partire da un luogo fondamentale: la scuola.

“La cultura è vita e la vita è bella.” (Roberto Benigni)

 

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Cambiamento

L’esigenza di un cambiamento sorge nel momento in cui si rileva uno stato di cose insoddisfacente, che richiede una discontinuità. Cambiare significa mettere (e mettersi) in discussione, aprire al nuovo senza diffidenze e pregiudizi. Una amministrazione può essere promotrice e veicolo di cambiamento a partire dal modo in cui si presenta e agisce, nella prospettiva di portare ad una crescita collettiva che renda la sua azione realmente efficace.

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”

(Winston Churchill)

 

Responsabilità

La responsabilità è la presa di coscienza dell‘importanza che ha ogni nostra singola azione nel determinare il mondo in cui viviamo: si nutre di dialogo, collaborazione, interesse rendendo possibile il reale cambiamento. L’individuo responsabile si trasforma così in guardiano del buon funzionamento delle cose, sviluppando la capacità di cogliere i bisogni e dare loro una risposta concreta.

“Devi essere il cambiamento che desideri vedere nel mondo.” (Gandhi)

 

Rete

Costruire una rete significa intrecciare idee ed esperienze che hanno affinità di fine e/o di metodo: è fondamentale per rendere efficaci pratiche che altrimenti, in un contesto spesso indifferente, sarebbero isolate. Il fare rete dovrebbe trasformarsi in una vera modalità organizzativa, dalle relazioni fra persone alle relazioni fra enti locali e fra enti locali e componenti della società. Significa ricercare una collaborazione cooperativa fra tutte le forze di cui il nostro comune e i comuni limitrofi dispongono, nel tentativo di rendere concreta una dimensione davvero interterritoriale.

“Vivere è fare l’uncinetto con le opinioni degli altri.” (Fernando Pessoa)

 

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Lavoro
Il lavoro è un bene comune: attraverso il lavoro l’uomo realizza se stesso e contribuisce a costruire una società migliore. Per realizzarsi come patrimonio collettivo, deve coniugarsi con la sicurezza, con la legalità, con la dignità della persona e con lo sviluppo durevole e sostenibile del territorio.
La tutela dei diritti del lavoro dev’essere al centro dell’azione di un’amministrazione. Essa non è in grado di offrire posti di lavoro, tuttavia deve avere un ruolo di interlocuzione forte con le realtà produttive. Negoziare, in situazioni di crisi, e intervenire in favore di nuovi insediamenti produttivi, laddove questi creino lavoro e siano compatibili con uno sviluppo sostenibile. La stessa sostenibilità deve essere non un criterio limitante ma l’impulso per i nuovi insediamenti.

Territorio
Il territorio non è solo uno spazio: è il risultato vivente del rapporto che l’uomo instaura con il suo ambiente e con la sua storia. Territorio è acqua, suolo, città, infrastrutture, paesaggi, campagna, spazi pubblici e quanto caratterizza il luogo che si abita. I cittadini hanno il dovere di amare e curare il loro territorio a partire dalle piccole azioni quotidiane, ma è l’amministrazione che ha la possibilità di metterne la gestione al servizio del bene comune piuttosto che al servizio di interessi privati  o speculativi. Un criterio che deve guidare la pianificazione comunale è senz’altro l’obiettivo di non penalizzare l’uso del suolo e di  avviare una programmazione capace di rispettare la vocazione del territorio, visto in una dimensione ampia e complessiva, e di valorizzare le sue particolarità.

Interterritorialità
L’interterritorialità è la prospettiva che dovrebbe orientare le scelte e i progetti di una amministrazione: significa superare i confini del singolo paese e interessi unicamente campanilistici, per dare vita a forme di collaborazione e di programmazione più ampie, fra comuni appartenenti anche a realtà geografiche ed amministrative diverse.
Ragionare in una prospettiva interterritoriale consente di conoscere più approfonditamente i problemi di una zona, pianificare su elementi condivisi, ottimizzare risorse e servizi, risparmiando sui costi di gestione di un singolo comune.

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“Alla luce del sole” basa il proprio progetto sulla condivisione di valori e idee che possano orientare l’agire politico e amministrativo.
Cominciamo con questo post ad elencare alcune parole chiave che vorremmo fossero a fondamento di una riflessione comune.
Le osservazioni di chi ci legge saranno un contributo prezioso alla costruzione del nostro percorso.

Partiamo col mettere a fuoco i significati che diamo ai termini:
– Partecipazione
– Cittadinanza attiva
– Bene comune

Partecipazione
È la scelta di esercitare in prima persona una cittadinanza attiva, senza rinunce o deleghe. E’ il contrario dell’indifferenza. Carlo Galli la definisce come “un agire personale e responsabile, che consiste nella volontà di determinare insieme ad altri l’indirizzo della vita associata”: il modo più incisivo di essere parte di una collettività.
Chi amministra deve porsi come obiettivo quello di costruire le basi della partecipazione. Noi vorremmo avviare un processo inclusivo, che coinvolga il maggior numero di attori e che, iniziando dall’ascolto, possa ampliare il ventaglio delle possibili scelte, progetti e decisioni.

Cittadinanza attiva
Chi partecipa è cittadino attivo: si occupa della propria comunità, mette a disposizione tempo, risorse umane e competenze, contribuisce a prendere le decisioni che riguardano tutti, diventa un consapevole tutore del bene comune.
Una cittadinanza attiva è la migliore garanzia di un’amministrazione trasparente perché apre occhi e orecchie. È la presa di coscienza di avere diritto di parola: è sapere di potere, qualunque sia la condizione di partenza.

Bene comune
È un bene inalienabile, di cui il singolo individuo gode in quanto parte di una comunità. È un bene di tutti e di cui tutti siamo responsabili, perché soddisfa bisogni che i singoli non possono soddisfare senza unirsi tra loro. Non può quindi essere sottoposto alle sole leggi del profitto.
Cos’è, dunque, un bene comune? È una categoria tutta da costruire con i cittadini. Noiriteniamo che beni comuni siano l’ambiente, la cultura, la qualità della vita, lo sviluppo sostenibile…

Dove non c’è partecipazione non v’è nemmeno realtà. Dove v’è egoismo non v’è realtà. È la partecipazione alla realtà che rende l’uomo reale.

(Martin Buber)

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